Eventi

La Villa, sala manifestazioni

RODAS QUARTETT

„NATURE AND LOVE“
In romancio, RODAS significa «ruote». La ruota, che gira «all’infinito», è una delle invenzioni più significative dell’umanità. Tutto è in continuo mutamento. Così anche la musica popolare. Le vecchie ruote delle Chanzuns Rumantschas, come ad esempio la ruota del Ktuschen, quella del filatoio e quella del mulino, sono ferme, ma la Terra continua a girare nel cosmo, così come la ruota del tempo. La musicista Corin Curschellas è considerata la «grande dame della chanzun rumantscha», poiché nella ricerca delle sue radici musicali si è occupata in modo approfondito delle canzoni popolari romancio-retiche provenienti dalla tradizione orale e dalle collezioni d’archivio. Le quattro musiciste di RODAS tramandano le vecchie canzoni. Le variazioni delle canzoni popolari di RODAS sono arcaiche, jazzistiche, moderne, attuali ed emozionanti, come un caleidoscopio musicale vivace, colorato e rotante che ci commuove. Il programma comprende canti popolari romanci, canti tradizionali dei Walser grigionesi, canzoni delle valli italofone dei Grigioni, musiche su poesie romance in tutti gli idiomi, nonché canzoni in dialetto di Coira scritte dalla stessa Curschellas.


CORIN CURSCHELLAS
vocals, dulcimer, percussion
PATRICIA DRAEGER accordion
ANDREA KIRCHHOFER violin
BARBARA GISLER cello

Nel suo viaggio attraverso le epoche e gli stili musicali, Corin Curschellas si è creata un mondo tutto suo. Le tradizionali definizioni professionali non rendono quasi giustizia all’artista: cantautrice, musicista, compositrice, produttrice, ricercatrice, autrice, attrice teatrale e cinematografica, curatrice. Per 38 anni ha vissuto e lavorato a Zurigo, Berlino, Parigi, Londra, Barcellona, New York, Vienna e, come è tipico dei Randulin grigionesi, è tornata nei Grigioni nel 2009, proprio come le rondini. Andrea Kirchhofer ha studiato violino jazz alla Scuola superiore delle arti di Zurigo. Lavora come musicista indipendente e si esibisce in diverse formazioni con un repertorio che spazia dal jazz alla musica popolare, dal rock sperimentale alla musica classica. Barbara Gisler ha completato i suoi studi presso l'Haute École de Musique di Ginevra, l'Accademia di musica di Lucerna e l'Università delle Arti di Zurigo. Oltre alla musica classica, è entrata in contatto con la musica popolare sin da piccola. Oggi Barbara Gisler è una violoncellista e contrabbassista versatile che si esibisce con diverse formazioni. Patricia Draeger ha ricevuto le sue prime lezioni di accordeon all'età di 4 anni a casa dei suoi genitori. Ha studiato a Winterthur, al Conservatorio di Bienne e a Hilversum (Olanda). Ha girato tutta l’Europa, gli Stati Uniti, l’Australia, l’Asia e l’Africa e ha suonato con musicisti famosi, è stata direttrice musicale di diverse produzioni teatrali ed è presente in numerose registrazioni, radiodrammi e film.


Il Pasteret (trad.)
Dumonda Schimun Murk
Es hed es Schneeli gschnijed (trad.)
Langstross
Donna Donna vè a cha (trad.)
Loba Loba
La Stria
Saira per Saira (trad.)
Pasch da la Saira
A mym Rhi
Zuckerbäcker
La Schiva Gronda Schimun Murk
Chanzun dal guitader (trad.)
Al Mar
La Filiera
La Pura
Sisters
Die guldene Sechs
Stockeri-Jodel
Corvara, sala manifestazioni

THE RITE DUO

„DI FONTANE E PUPAZZETTI“
Italy - An Insight Through Piano Four Hands
Il programma tutto italiano propone quattro fra i più grandi musicisti che operarono in quella tormentata ma fertile epoca a cavallo fra l’800 e il '900. Da un lato, Casella e Respighi rappresentano, insieme a Malipiero e Pizzetti, la celebre generazione dei compositori cosiddetti dell’80 (1880). Dall’altro, Martucci e Busoni, si fanno eredi virtuosi del pianismo lisztiano. Mentre all’estero la scena musicale si apriva a sconvolgenti innovazioni con Stravinsky, Schönberg e Bartók, in Italia la musica restava intrinsecamente legata al teatro musicale e priva di nuove riflessioni estetico-musicali. La generazione dell’80 ha di fatto aperto gli occhi all’Italia, coinvolgendo la modernità che incombeva all’estero e che non poteva essere ignorata, scagliandosi apertamente contro quella cultura che aveva mercificato l’opera italiana. Lo scopo era quello di “eseguire le musiche più interessanti dei giovani italiani, ridare alla luce quelle nostre antiche obliate, stampare le nuove composizioni nazionali più interessanti, pubblicare un periodico, ed infine organizzare un sistema di scambi di musiche nuove coi principali paesi esteri”. Il pianoforte a quattro mani è da sempre utilizzato dai più importanti compositori come mezzo dalle grandi peculiarità espressive e di ricerca sonora. Anche nel caso di questa proposta musicale, la soluzione a quattro mani ha dato alla luce preziose pagine musicali, dimostrando in maniera egregia il valore della musica italiana di un periodo storico pregno di fermento artistico.


MARCO RINAUDO
piano
STEFANO VISINTAINER piano

Il The Rite Duo è attivamente impegnato in una serie di progetti sul vastissimo repertorio per il pianoforte a quattro mani e due pianoforti tra cui spiccano “La Musica dello Scandalo”, dedicato ai Balletti Russi “Le Sacre du Printemps” di Stravinsky e “Parade” di Satie, il concerto “Suggestions: Dancing the Images”, programma contemporaneamente dal sapore evocativo e dinamico, con brani suggestivi come i “Bilder aus Osten” di Schumann e i “Walzer op.39” di Brahms e il progetto “Di fontane e pupazzetti”, frutto della ricerca di repertorio per pianoforte a quattro mani di compositori italiani della generazione degli anni ‘80 dell’800 e operanti nei primi anni del ‘900, come ad esempio Casella con i“Pupazzetti op.27” e le “Fontane di Roma” di Respighi. Quest’ultimo programma è diventato anche realtà discografica ed è reperibile sui maggiori canali di streaming musicali. Il The Rite Duo propone regolarmente i suoi lavori in svariate sedi concertistiche in Italia e all’estero con concerti in Portogallo, Spagna, Irlanda e altre nazioni europee.


Ottorino Respighi 1879 – 1936
Fontane di Roma

Alfredo Casella 1883 – 1947
Pupazzetti Op.27

Ottorino Respighi
Sei Piccoli Pezzi

Ferruccio Busoni 1866 – 1924
Finnländische Volksweisen Op.27

Giuseppe Martucci 1856 – 1909
Pensieri sull’opera “Un Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi


San Martino in Badia, Museum Ladin

ENSEMBLE CHROMOSON

„SOUND SPACES IN THE MUSEUM“
Il 21 agosto 2026 il Museum Ladin si trasformerà in un corpo sonoro percorribile. In un formato concertistico straordinario, l’edificio stesso diventerà una cassa di risonanza e un attore: stanze, scale, nicchie e passaggi saranno esplorati dal punto di vista acustico e resi nuovamente percepibili. La serata è curata dall’ensemble altoatesino chromoson, che con il suo modo di suonare preciso e sperimentale traduce in musica le caratteristiche architettoniche del museo. I suoni nascono in diversi luoghi, si muovono attraverso l’edificio e aprono al pubblico prospettive sempre nuove su spazio e tempo. Saranno eseguite diverse prime assolute: Toy Cow di Andrea Ruocco per toy piano e ensemble, un nuovo lavoro di Davide Spina e prima esecuzione di Mathias Schmidhammer. Il programma è completato da where the wild things are nella nuova versione 2026 di Sara Carvalho e da altre opere. Ne risulta un'interazione multiforme tra architettura, movimento e musica contemporanea – una serata in cui il museo stesso diventa palcoscenico e strumento.


CAROLIN RALSER flute
MARIA MONJAS GENSANA accordion
LUCA LAVURI TOY Piano
MASSIMILIANO GIRARDI saxophone
PHILIPP LAMPRECHT percussion
HANNES BRUGGER sound design
HANNES KERSCHBAUMER concept

L’ensemble chromoson è stato fondato nel 2014 dagli ex borsisti dell’Accademia Internazionale Ensemble Modern di Francoforte sul Meno, Carolin Ralser e Philipp Lamprecht, insieme al compositore Hannes Kerschbaumer. L’ensemble ha debuttato al TRANSARTFestival 2014. Il suo impegno per la musica contemporanea si è manifestato in una grande varietà di pro- getti internazionali come il Free Space Festival di Hong Kong, il Novalis Festival for Con- temporary Music and Art (Croazia), il Distat Terra Festival (Argentina), il Transart Festival, il Klangspuren Schwaz, l’AlpenclassicaFe- stival, il Festival di musica contemporanea di Bolzano, il WGT Festival di Lipsia, la serie di concerti della Società Internazionale Paul Hofhaymer di Salisburgo, crossroads/limina Salisburgo, Gustav Mahler Musikwochen Radiokulturhaus Vienna, Congresso Internazionale di Sassofono Trento 2024. Svolge un’intensa collaborazione con giovani compositori internazionali. La partecipazione a conferenze e workshop presso l’Università di Hong Kong, nonché nel 2022 presso la Scho- ol of the Arts e il Conservatorio YST/NUS di Singapore (simposio “composing time”), sottolineano l’impegno dell’ensemble nel rendere la musica contemporanea accessibile a un pubblico più ampio. www.chromoson.cc


Andrea Ruocco (UA)
Toy Cow
für Toy Piano und Ensemble

Davide Spina (UA)
Neues Werk

Mathias Schmidhammer (UA)
Neues Werk für Ensemble

Sara Carvalho
where the wild things are (Neue Fassung 2026)
für Toy Piano und Ensemble
Badia, chiesa

DUO RIEDEL & GÖRG

“A MUSICAL JOURNEY 
THROUGH 17CENTURY EUROPA”
I due amici e musicisti Moritz Görg (tromba) e Michael Riedel (organo) accompagnano il pubblico in un viaggio musicale nel passato. Il programma prevede brani per tromba e organo provenienti da diversi paesi europei del XVII secolo. Un momento speciale è la sonata di Fantini dall'Italia – considerata una delle prime composizioni note scritte appositamente per la formazione di tromba e organo. Moritz Görg suona una tromba naturale senza valvole, come era in uso in tutta Europa nel XVII secolo.


MICHAEL RIEDEL
organ
MORITZ GÖRG trumpet

Il trombettista Moritz Görg si esibisce sui più importanti palcoscenici concertistici di tutto il mondo, collaborando con i principali ensemble di musica antica, tra cui l’Orchestra Balthasar Neumann, Vox Luminis e l’Orchestra Barocca di Friburgo. Insegna presso i conservatori di Amburgo e Mannheim e tiene corsi di perfezionamento in Germania e all’estero (Avana/Cuba, a Reggello/Italia e al Festspielhaus di Baden-Baden). Da appassionato bevitore di caffè, approfitta dei suoi viaggi in paesi stranieri per mettersi alla ricerca dell’espresso perfetto; quest'anno in Cile, Uruguay, Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Svizzera. Michael Riedel è cantore di San Lorenzo a Norimberga e quindi responsabile della musica sacra in una delle più importanti e grandi chiese gotiche della Germania, che ospita inoltre uno dei più grandi impianti organistici al mondo. Come organista e partner di musica da camera, tiene concerti in tutta Europa in rinomate cattedrali e sale da concerto. Inoltre, come direttore d’orchestra, si dedica regolarmente alle opere centrali della letteratura oratoriale, eseguendole con una grande orchestra e un coro. www.michaelriedel.org


SPAIN
Anonymous
Canziónes de Clarines (trumpet & organ)
Entrada - Canción, con Eco - Otra Canción - Canción
muy aprisa el Compás

FRANCE
François Couperin 1668 – 1733
Benedictus (organ)

ITALY
Domenico Gabrielli 1640 – 1690
Sonata (trumpet & organ)
Adagio/Allegro - Largo - Presto - Allegro

Girolamo Frescobaldi 1583 – 1643
Toccata per l'elevazione (organ)

Girolamo Fantini 1600 – 1675
Sonata detta del Nero (trumpet & organ)

GERMANY
Nicolaus Bruhns 1665 – 1697
Präludium in e (organ)

Johann Sebastian Bach 1685 – 1750
Drei Choralbearbeitungen (arr. rumforpet & organ)

ENGLAND
Jeremiah Clarke 1674 – 1707
Suite (trumpet & organ)
La Villa, sala manifestazioni

HAYDN ORCHESTRA OF BOLZANO AND TRENTO

“SALIERI VS. MOZART"
L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento è protagonista di questo programma insieme al soprano Maria Nazarova, membro stabile della Wiener Staatsoper e artista apprezzata nei principali teatri e sale da concerto internazionali. La guida musicale è affidata alla spalla Stefano Ferrario, che conduce l’ensemble nel ruolo di maestro concertatore. Il programma mette in dialogo Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart, due protagonisti della Vienna settecentesca spesso raccontati come rivali: una contrapposizione suggestiva, ma non confermata dalla realtà storica. L’ascolto si sviluppa come un serrato confronto: orchestra e voce si alternano e si rispondono, così come le pagine dei due compositori. A un brano strumentale segue un’aria, ora di Salieri ora di Mozart, in un gioco di rimandi e contrasti che esalta le peculiarità di ciascun autore. Ne nasce un percorso musicale intenso, un vero “fuoco” di colori orchestrali e virtuosismo vocale, capace di mettere in luce la straordinaria inventiva melodica di entrambi. “Salieri vs. Mozart” incarna dunque il vivo incontro tra la tradizione musicale italiana e quella austriaca – ricco di stimoli e reciproche ispirazioni.


HAYDN ORCHESTRA OF BOLZANO AND TRENTO

STEFANO FERRARIO maestro concertatore & solista
MARIA NAZAROVA soprano

La soprano Maria Nazarova è membro della Wiener Staatsoper dal 2015 ed è un’artista molto richiesta sui palcoscenici operistici e concertistici internazionali. Dopo la laurea presso l’Accademia Russa delle Arti Teatrali di Mosca, ha intrapreso gli studi di master in canto presso l’Università Mozarteum di Salisburgo e presso l’Opernstudio dell’Università privata MUK della città di Vienna. È vincitrice di numerosi concorsi internazionali di canto; tra gli altri, nel 2015 ha vinto il primo premio al Primo Concorso Lirico Internazionale di Portofino in Italia. Oltre alle esibizioni all’Opera di Vienna, nel 2016 ha debuttato al Teatro Bolshoi di Mosca nel ruolo di Despina. Nel 2017 si è esibita al fianco di Plácido Domingo in un concerto di gala organizzato in occasione del 50° anniversario del debutto di Domingo alla Wiener Staatsoper. Nel 2018 ha debuttato alla Scala di Milano nel ruolo di Adele e al Festival di Salisburgo nel ruolo di Papagena (Il flauto magico). Nel 2020/21 ha cantato Adele al Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, ha debuttato all’Opéra National de Lyon e al Festival di Aix-en-Provence nel ruolo de Le Coq d‘or nell’omonima opera di Rimskij-Korsakov, ad Amburgo nel ruolo di Adina, a Stoccarda nel ruolo di Adele, alla Staatsoper di Berlino e a Firenze nel ruolo di Najade, nel ruolo di Mascha/Prilepa (Pique Dame) alla Scala di Milano. Nel 2021/22 la giovane soprano ha sostituito Adina a Stoccarda e ha partecipato – insieme a Jonas Kaufmann ed Erwin Schrott – a un concerto di gala organizzato da ORFIII in occasione dei 50 anni di Licht ins Dunkel.

Stefano Ferrario si è diplomato al Conservatorio di Milano, perfezionatosi successivamente con Salvatore Accardo, Rainer Kussmaul, Dora Schwarzberg, Piero Farulli, Walter Levine, Milan Skampa, il Quartetto Amadeus e l’Alban Berg-Quartett. Si è inoltre diplomato in direzione d’orchestra. Ha suonato come solista e come camerista alla Sala Mahler di Dobbiaco, alla Duke’s Hall di Londra, al Kurhaus di Merano, all’Accademia Nazionale di Riga, al Palacio de Festivales de Cantabria di Santander, alla Sala dei Cinquecento del Lingotto e al Conservatorio di Torino. Come membro della European Union Youth Orchestra, della Bayerische Kammerphilharmonie, dell’Orchestra da Camera Italiana, dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e dell’Orchestra dello Schleswig-Holstein-Musikfestival ha suonato in Europa, in America e in Asia. Ha ricoperto il ruolo di primo violino di spalla nell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, nell’Arpeggione Kammerorchester di Hohenems, nell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, nei Solisti di Pavia, nell’Orchestra Sinfonica di Udine e nell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Dal 2004 è primo violino solista dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, con cui ha suonato diverse volte come maestro concertatore e come solista, sotto la direzione di svariati direttori; diretto da Salvatore Accardo ha suonato come solista con l’Orchestra da Camera Italiana a fianco dello stesso Accardo.

L’Orchestra Haydn è stata costituita nel 1960 sia come punto di riferimento regionale per l’ascolto e l’educazione musicale che come ambizioso progetto per inserire il Trentino-Alto Adige nelle reti culturali europee e internazionali. Oggi è un ingrediente che non può mancare in tutti i progetti della Fondazione Haydn. Ma soprattutto è un team moderno e dalla forte identità, un vero perno culturale tra est e ovest, tra Europa e Mediterraneo. È un collettivo dinamico e dall’elevata qualità artistica, flessibile nelle formazioni, nel repertorio e nelle location, che ama sorprendere il pubblico con proposte inedite e fuori dagli schemi.


Antonio Salieri 1750 – 1825
Ouverture da Cublai, gran kan de’ Tartari
Aria "D’un insultante orgoglio" da Cublai, gran kan
de’ Tartari

Wolfgang A. Mozart 1756 – 1791
Adagio per violino e orchestra K. 261
Aria "Ruhe sanft, mein holdes Leben" da Zaide

Antonio Salieri
Sinfonia “La Veneziana”
Aria “Come fuggir ... Son queste le speranze”
da Axur, re d’Ormus

Wolfgang A. Mozart
Ouverture in si♭, KV 311a
Aria da concerto "A Berenice…sol nascente" K. 70
Badia, chiesa

FRANZ COMPLOI

“A EUROPEAN ORGAN TOUR WITH BACH"
Un viaggio musicale attraverso l'Europa con brani per organo di Bach e delle generazioni precedenti, che spazia geograficamente dalla Germania settentrionale all'Italia fino alla Francia. Questo percorso mette in luce le tradizioni esecutive regionali che il genio dell'organo Bach imparò a conoscere e ad apprezzare e che alla fine trasformò nel proprio stile. Leggendaria è la visita del ventenne Johann Sebastian al vecchio Dietrich Buxtehude a Lubecca, che gli procurò molta ispirazione, ma anche notevoli guai per aver superato la durata del permesso di soggiorno. Girolamo Frescobaldi unisce la contrappuntistica colta al talento musicale nella raccolta “Fiori musicali”. “Chi questa Bergamasca sonerà non poco imparerà”.


FRANZ COMPLOI
organ

Dopo gli studi a Salisburgo, Franz Comploi ha insegnato presso il Mozarteum di Salisburgo e la Libera Università di Bolzano. Come organista si è esibito in diversi paesi e ha inciso numerosi CD di musica per organo. Tra le sue composizioni corali vanno menzionate la cantata Maria tla Revelaziun, il Requiem: Mëssa da mort e la Messa di Cristo Re, mentre tra le sue pubblicazioni nel campo della pedagogia musicale e della mediazione musicale figurano il Südtiroler Liederbuch in due volumi, il volume Musikalische Bildung - educazione musicale e il manuale Didattica della musica, nonché il saggio Organi a Bres- sanone: un patrimonio sonoro da conservare. È direttore artistico del Festival Badiamusica, dei Concerti d’organo di Bressanone e del Concorso organistico Daniel Herz. In qualità di organista del Duomo di Bressanone, ha avviato e curato il restauro dell’organo Daniel Herz del 1648.


Dietrich Buxtehude 1637 – 1707
Praeludium in F BuxWv 145
Komm, heiliger Geist, Herre Gott BuxWv 199

Girolamo Frescobaldi 1583 – 1643
Bergamasca

Johann Sebastian Bach 1685 – 1750
Pièce d’Orgue BWV 572

Nicolas de Grigny 1676 – 1703
Veni Creator Spiritus
-en taille a 5
-Fugue à 5
-Duo
-Récit de Cromorne
-Dialogue sur les Grands Jeux

Johann Sebastian Bach 1685 – 1750
O Mensch, bewein‘ dein‘ Sünde groß BWV 622
Praeludium et Fuga in c BWV 546
La Valle, sala manifestazioni

TRIO ERINUS

“FROM ROOTS AND WINGS”
Il programma ruota attorno alle origini e al cambiamento: alle melodie tramandate di generazione in generazione. Questa musica non rimane immutata. Viene sviluppata, trasformata e riascoltata in una pro- spettiva contemporanea, come un albero che cresce e si sviluppa men- tre le sue radici rimangono salde. Con due sassofoni e un pianoforte, il trio porta melodie tradizionali pro- venienti da diverse culture in un contesto contemporaneo. Temi familiari appaiono in nuove tonalità, antico e moderno si intrecciano. Composizio- ni originali e arrangiamenti ampliano questo dialogo. Nasce così un linguaggio sonoro proprio – vicino alla tradizione e allo stesso tempo aperto a ciò che può nascere da essa.


SONJA WALLNÖFER 
sax, vocals
ALEX DESIGNORI piano, clarinet, vocals
ANJA THEINER sax, vocals

Il trio Erinus attribuisce grande importanza a un universo sonoro variegato: due sassofoni si uniscono a pianoforte, clarinetto, voce ed elettronica. Questa formazione insolita offre numerose possibilità che l’ensemble sfrutta consapevolmente attraverso arrangiamenti originali, improvvisazione, approcci interdisciplinari e la collaborazione con compositori e compositrici. Con i loro progetti eterogenei, i tre artisti altoatesini si esibiscono sia nella loro terra d’origine che a livello internazionale.


Giullermo Lago *1960
Ciudades
Montevideo
Sarajevo
Addis Ababa

Mathias J. Schmidhammer *1991
Uraufführung

Ernst Thoma *1955 /
Text: Luis Stefan Stecher *1937 /Arr. Trio Erinus
Zwui soll deis ollz guat sain? (“Korrnrliadr”)

Aram Katchaturian 1903 - 1978
Trio for clarinet, violin and piano, Op. 30
(Transcription für piano, sopran- & alt-saxophon)
Andante con dolore, con molto espressione
Allegro
Moderato

Jun Nagao *1964
Paganini Lost
Corvara, sala manifestazioni

ARPEGGIONE. 200

“FRANZ SCHUBERT UND DIE TRADITIONELLE WIENER MUSIK”
Quella che all’inizio sembrava un’idea stravagante si è rivelata ben presto una porta d’accesso a un mondo sonoro speciale e poetico: l’arpeggione in ensemble con la Schrammelharmonika e la chitarra con- trabbasso, la formazione tradizionale del «Wiener Packl». Questa com- binazione è storicamente meno assurda di quanto sembri: l’inventore dell’arpeggione, Johann Georg Stauffer, lavorò anche alle prime forme di chitarra contrabbasso, e la Schrammelharmonika nacque nello stesso periodo a Vienna. Inoltre, Franz Schubert era legato, attraverso la sua cerchia più stretta, alla musica popolare e domestica viennese. Così la musica di Schubert risuona nelle tre “invenzioni strumentali viennesi ori- ginali” del XIX secolo. A livello musicale questa formazione si amalgama in modo naturale: questioni di fraseggio, ritmo e carattere si risolvono spesso da sole. L’arpeggione fu inventato nel 1823 da Johann Georg Stauffer. Esso com- bina i principi costruttivi della chitarra con le possibilità espressive di uno strumento a corda e viene suonato come un violoncello. Ispirato dal musicista Vincenz Schuster, Schubert compose la sua famosa Sona- ta per arpeggione D 821, che salvò lo strumento dall’oblio. Dopo oltre cento anni l’arpeggione è stato riscoperto nel 1962: il progetto riprende questa storia con una speciale “versione viennese”.

PETER HUDLER

Arpeggione

ANDREAS TEUFEL
Shrammelharmonika

DANIEL FUCHSBERGER
Kontragitarre &
Streichzither


Peter Hudler – Arpeggione Il violoncellista, residente a Vienna, ha studiato al Conservatorio di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo. Si è esibito come musicista freelance alla Konzerthaus di Vienna, al Musikverein di Vienna, presso la Fondazione Internazionale Mozarteum di Salisburgo, al Festival di Grafenegg e in occasione di festi- val internazionali dedicati a Bach. Dal 2019 è direttore artistico della Cello Expansion di Vienna. Grazie al progetto SchrammelBach ha scoperto la sua passione per la musica tra- dizionale viennese, che da allora coltiva con costanza.

Andreas Teufel – Schrammelharmonika Formatosi come pianista concertista a Graz, Andreas Teufel lavora come accompagnatore presso l’Università di Musica e Arti Performative di Vienna ed è un affermato studioso della musica di Schubert. Ha trovato la sua seconda patria musicale nella musica tradizionale viennese, che esegue con il Duo SchrammelBach e il Trio Agnes Palmisano. Insieme a Peter Hudler fonde musica classica e tradizione viennese in un linguaggio sonoro comune.

Daniel Fuchsberger – chitarra contrabbasso Nato nel 1979 e cresciuto nei pressi di Salisburgo, Daniel Fuchsberger ha studiato batteria jazz, arrangiamento e composizione all’Università delle Arti di Graz. Ha imparato a suonare la contr-chitarra da autodidatta, facendone il suo secondo strumento principale. Lavora come musicista freelance, compositore e insegnante e, oltre alla musica viennese, si dedica a numerose altre forme di espressione musicale e strumenti.


Franz Schubert 1797 – 1828
(Arr. Fuchsberger/Hudler/Teufel)
Sei mir gegrüßt

Franz Schubert
(Arr. Daniel Fuchsberger)
Ländler D6 D2 B2

Franz Schubert
(Arr. Hudler/Fuchsberger/Teufel)
Sonate für Arpeggione und Klavier, D 821

Traditional
(Arr. Fuchsberger)
Zwillingssteirer

Wiener Damen-Ländler-Melange
D 734
(Arr. Fuchsberger/Teufel)

Franz Schubert
(Arr. Fuchsberger/Hudler/Teufel)
Trockene Blumen

Franz Schubert/Daniel Fuchsberger
Schubertlandler_B1_fis7_spaun_schwank_almer16

Franz Schubert
(Arr. Fuchsberger/Hudler/Teufel )
Im Frühling

Abdullah Ibrahim (1934)
The Homecoming Song

Franz Schubert
(Arr. Fuchsberger/Hudler/Teufel)
Du bist die Ruh
ENSEMBLE MADDALENA

ENSEMBLE MADDALENA

„FEMALE IMPRINTS“
Chi erano Vittoria Aleotti, Maddalena Casulana, Julie Pinel, Kassia, Anna Amalia di Prussia o Elisabeth-Claude Jaquet de la Guerre? In quali circostanze vivevano e lavoravano queste compositrici? Perché proprio loro, in un’epoca in cui alle donne era riservata soprattutto la sfera domestica, riuscirono a far stampare e pubblicare le loro opere? Cosa hanno in comune? E perché oggi, nonostante tutte le possibilità offerte dalla nostra era dell’informazione, sappiamo ancora così poco di queste personalità? Il programma del concerto “female imprints” è dedicato a queste com- positrici e mette in luce le storie che si celano dietro le artiste. Ne na- sce una ricerca ricca di suspense e colpi di scena, volta a rendere nuo- vamente udibili voci che erano state intenzionalmente messe a tacere.


MARIA LADURNER soprano
ANNE SUSE ENSSLE recorders
PHILIPP COMPLOI cello
ALESSANDRO BALDESSARINI lute & teorbo

Maria Ladurner collabora con ensemble e direttori di fama mondiale, quali Jordi Savall e Dorothee Oberlinger. Si è esibita allo Staatstheater di Norimberga, all’Opera di Bonn, al Musikverein di Vienna e alla Philharmonie di Berlino e ha cantato in festival prestigiosi come la Mozartwoche di Salisburgo, il Festival Oude Muziek di Utrecht, MA Brugge, il Carinthischer Sommer o le Festwochen der Alten Musik di Innsbruck. La sua discografia comprende numerose registrazioni premiate. Ha vinto il Concorso H.I.F. Biber e, con il suo ensemble Mozaique, il Concorso Händel a Göttingen e il Concorso per la Rheinsberger Hofkapelle. Maria Ladurner ha studiato canto al Mozarteum di Salisburgo e all’Università di Vienna. Le è stato conferito il premio GenDiverspreis per la sua tesi di laurea, in cui ha affrontato vari aspetti delle opere di compositrici. www.marialadurner.com

Anne-Suse Enßle ha studiato flauto dolce e strumenti storici a fiato al Mozarteum di Salisburgo e all’Università di Musica e Arti Performative di Vienna. Da gennaio 2020 dirige il corso di flauto dolce presso il Conservatorio di Innsbruck e insegna presso la sede distaccata dell’Università Mozarteum della stessa città. Nella sua carriera artistica si dedica all'interpretazione di musica antica e contemporanea come solista e membro di vari ensemble. Particolare attenzione è rivolta alla collaborazione con compositori, allo sviluppo di nuovi formati di concerto, al lavoro per il pubblico giovane, a progetti interdisciplinari e alla musica da camera di altissimo livello. www.blockfloetistin.com


Marieta Morosina Priuli
Corente Decima

Francesca Caccini (1587 – 1640)
from: Primo libro delle musiche (Firenze, 1618)
„Lasciate mi qui solo“ Louise (?)

Duval (~1718 – ca. 1775)
Suite from „Les Genies ou Les caractères de l‘amour“ (Paris, 1736)
Marche (Rondeau) – Tambourin – Loure – Air: „L’amour à besoin de vor charmes“
Corvara, sala manifestazioni

DUO REPETTO & PERNTHALER

“SPECCHIO NELLO SPECCHIO
I due giovani musicisti Jana Pernthaler e Raphael Repetto suonano insieme da oltre 10 anni. In questa serata dedicata al repertorio per duo violoncello e pianoforte, i due intraprenderanno un viaggio musicale attraverso diverse epo- che stilistiche ed eseguiranno alcuni grandi capolavori della letteratura cameristica.


RAPHAEL REPETTO violoncello 
JANA PERNTHALER piano

Raphael Repetto (*2004) e Jana Pernthaler (*2004) sono pluripremiati in concorsi nazionali e internazionali. Entrambi sono membri fondatori del “Trio Einstein”, che si è aggiudicato il secondo premio al concorso internazionale “Carlo Maria Giu- lini”. Raphael suona un violoncello di Ales- sandro Ciciliati, Ferrara 2009. Jana studia attualmente all'Università di Musica, Teatro e Media di Hannover.


Ludwig van Beethoven 1770 – 1827
Cello Sonata op. 102 nr.1
Andante – Allegro vivace.
Adagio – Allegro vivace

Arvo Pärt 1935
Spiegel im Spiegel

Johannes Brahms 1833 – 1897
Cello Sonata op. 38
1. Allegro non troppo
2. Allegretto quasi Menuetto
3. Allegro
San Martino in Badia, Museum Ladin

CUARTET MESCEDÀ

„PERCEPTIONS OF NATURE“


Con il programma «perceptions of nature», il „cuartet mescedà“ invita ad esplorare l’ampio spettro sonoro di questa insolita formazione composta da corno, sassofono, flauto e tuba. A volte dolce e tranquillo come una leggera brezza, a volte potente e vivace come un oceano impetuoso. Ma la musica non può semplicemente «rappresentare» la natura: è un’imitazione creata artificialmente, un tentativo di dare forma a ciò che nella natura è fugace e incontrollabile.

KATHARINA LARDSCHNEIDER flute 
MARIA SENONER horn 
ALEX DESIGNORI sax 
FILIP SENONER tuba

Flauto traverso, corno, sassofono e tuba, una formazione insolita, ma proprio per questo affascinante. I quattro giovani mu- sicisti della Val Gardena che fanno parte di questa formazione sono uniti dalla musica, dalla loro terra d’origine e da una profonda amicizia. Anche se i loro destini musicali li hanno portati a studiare nei conservatori di Innsbruck, Feldkirch, Vienna e Den Haag, d'e- state tornano sempre nella loro terra natale, dove tutto è iniziato e dove la gioia di suonare insieme rifiorisce. L'ensemble affascina con il suo mix unico di ottoni e legni, che apre un mondo sonoro tutto suo, pieno di sorprese, colori e contrasti.

Filip Senoner 
Lecort 

Johann Sebastian Bach 1685 – 1750 
Praeludium und Fuga g-Moll, BWV 861 Was Gott tut, das ist wohlgetan (Arr. cuartet mescedà) 

Camille Saint-Saëns 1835 – 1921 
Danse macabre (Arr.Ebonit Saxophone Quartet/ cuartet mescedà) 

Edward Elgar 1857 – 1934 
Nimrod (from"Enigma Variations") 

Gustav Holst 1874 – 1934 
Excerpts from „The Planets“ (Arr. cuartet mescedà) 

Ladin folk song 

Filip Senoner 
City Grooves 

Consuelo Velázquezrr 
Bésame Mucho (arr. Juan R.Arias/cuartet mescedà) 

Lena Orsa 
Red Cat (Arr. Ivan Dyma/cuartet mescedà) 

Ferenc Farkas 1905 – 2000 
Old Hungarian Dances from the 17th Century (Arr. cuartet mescedà) 
Intrada - Lassù - Lapockás - Tánc - Ugró
San Vigilio, Pavilion

HARMONIC BRASS ENSEMBLE

„GIPFELSTÜRMER“
Le montagne sono da sempre fonte di ispirazione. La verticalità, la natura selvaggia, il ghiaccio… Ripidità, solitudine, pericolo. Le montagne significano grandi privazioni e allo stesso tempo una bellezza indescrivibile. Nel programma “Gipfelstürmer” (conquistatori di vette), Harmonic Brass intraprende il lungo e faticoso percorso dalla valle fino a una vetta di splendore radioso, senza temere alcun ostacolo. Il quintetto si espone a grandi pericoli per il pubblico. Né pietre e detriti, né opere apparentemente impossibili da suonare possono fermare i cinque conquistatori. Nel bagaglio: musica affascinante proveniente da tutte le regioni montane del mondo. E con la stessa rapidità con cui il tempo può cambiare in montagna, Harmonic Brass cambia le coor- dinate musicali: nostalgia, pericolo, gioia, partenza e addio. Opera principale in un sensazionale arrangiamento per quintetto di ottoni: la „Alpenssinfonie“ di Richard Strauss. Mac- china del vento e temporale inclusi…!
Spesso in montagna si ha l’impressione di vivere la propria vita in modo più intenso. Di questo potrete essere certi dopo questo concerto! Allacciate le imbracature – Harmonic Brass rende felici!

HANS ZELLNER & ELISABETH FESSLER
trumpets

ANDREAS BINDER
horn

ALEXANDER STEIXNER
trombone

KARL-WILHELM HULTSCH
tuba

Una signora, quattro signori e circa 16 scintillanti ottoni.
Dal 1991 Harmonic Brass é conosciuto per un suono di ottoni maestoso ed elegante in tutto il mondo: Carnegie Hall di New York, Arts Center di Seul, Endler Hall di Città del Capo, Gewandhaus di Lipsia.
I quattro signori e la loro affascinante signora si sentono a casa e sono benvenuti in tutto il mondo. Inoltre, il quintetto è un team di docenti molto richiesto in numerosi workshop nazionali e internazionali.
Chiunque abbia già assistito a un concerto di Harmonic Brass sa bene cosa intende la Süddeutsche Zeitung quando scrive di un quintetto che «... con il suo stile glamour e virtuosistico è tra i migliori al mondo».
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